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PROGETTO DI COPPIA NELLA SACRA SCRITTURA
Zaccaria ed Elisabetta: 2 coniugi consacrati
La coppia presentata in queste pagine si colloca all'inizio del Vangelo di Luca, quale collegamento definitivo ed essenziale fra l'Antico e il Nuovo Testamento che risulta essere impregnato di cultura e religiosità giudaiche.
Dio vince la vecchiaia e la sterilità di una coppia di sposi, definiti "giusti", annunciando il concepimento del precursore del Messia nella persona di Giovanni Battista.
Tale vicenda è collocata "al tempo di Erode, re della Giudea", tempo che va dal quaranta al quattro avanti Cristo. San Luca collega la comparsa del precursore di Cristo con un piccolo governante della Palestina; mentre lega la nascita di Gesù al tempo di Augusto, che da imperatore romano domina su tutta la terra abitata (cf. 2,1). Giovanni rimane negli angusti limiti della Giudea, Gesù invece porta la salvezza a tutto il mondo.
L'annuncio del concepimento del Battista è soffuso della luce della santità. Zaccaria e Elisabetta, i suoi genitori, sono annoverati tra i "giusti" del paese, ossia fra i "santi" viventi del paese, fra coloro che conducono la vita familiare, religiosa e sociale secondo le esigenze della legge divina.
Zaccaria (il cui nome significa: "Dio si è ricordato", "Dio è memore") era un sacerdote appartenente alla classe di Abia, l'ottava delle ventiquattro classi sacerdotali di cui parla 1Cr 24,7-18. Anche sua moglie Elisabetta (il nome significa: "Dio ha giurato") era discendente del primo sommo sacerdote Aronne. La loro storia sembra far rivivere quella di Abramo e Sara (cf. Gen 15), anziani e senza figli (cf. Gen 18,11), a cui Dio destina una parola di speranza attraverso un angelo messaggero. In entrambi i casi la sterilità è interpretata dall'opinione pubblica come una punizione divina (cf. 1Sam 1,6-7; 2Sam 6,16-23), mentre gli interessati conducono una vita irreprensibile, una vita da "giusti" davanti a Dio, il quale allora interviene per "riabilitare" le persone dinanzi alla società e per mostrare attraverso di loro la sua onnipotenza nel condurre avanti la storia della salvezza.
L'episodio si apre con l'ingresso di Zaccaria nel tempio di Gerusalemme e l'apparizione dell'angelo Gabriele (il suo nome, che significa "Dio è forte", "Dio è potente", annuncia che quanto sta per accadere è frutto dell'intervento efficace del Signore).
dal Vangelo secondo Luca
Lc 1, 5-20
Al tempo di Erode, re della Giudea, c'era un sacerdote chiamato Zaccaria, della classe di Abìa, e aveva in moglie una discendente di Aronne chiamata Elisabetta. Erano giusti davanti a Dio, osservavano irreprensibili tutte le leggi e le prescrizioni del Signore. Ma non avevano figli, perché Elisabetta era sterile e tutti e due erano avanti negli anni.
Mentre Zaccaria officiava davanti al Signore nel turno della sua classe, secondo l'usanza del servizio sacerdotale, gli toccò in sorte di entrare nel tempio per fare l'offerta dell'incenso. Tutta l'assemblea del popolo pregava fuori nell'ora dell'incenso. Allora gli apparve un angelo del Signore, ritto alla destra dell'altare dell'incenso. Quando lo vide, Zaccaria si turbò e fu preso da timore. Ma l'angelo gli disse: "Non temere, Zaccaria, la tua preghiera è stata esaudita e tua moglie Elisabetta ti darà un figlio, che chiamerai Giovanni. Avrai gioia ed esultanza e molti si rallegreranno della sua nascita, poiché egli sarà grande davanti al Signore; non berrà vino né bevande inebrianti, sarà pieno di Spirito Santo fin dal seno di sua madre e ricondurrà molti figli d'Israele al Signore loro Dio. Gli camminerà innanzi con lo spirito e la forza di Elia, per ricondurre i cuori dei padri verso i figli e i ribelli alla saggezza dei giusti e preparare al Signore un popolo ben disposto". Zaccaria disse all'angelo: "Come posso conoscere questo? Io sono vecchio e mia moglie è avanzata negli anni". L'angelo gli rispose: "Io sono Gabriele che sto al cospetto di Dio e sono stato mandato a portarti questo lieto annunzio. Ed ecco, sarai muto e non potrai parlare fino al giorno in cui queste cose avverranno, perché non hai creduto alle mie parole, le quali si adempiranno a loro tempo".
Lettura e interpretazione della prima parte del Vangelo di Luca
Mentre l'angelo annuncia a Zaccaria che la sua supplica è stata esaudita, anzi che Dio risponde alla supplica umana con la sovrabbondanza della sua grazia (Giovanni significa "Yahweh fa grazia", "Yahweh è misericordioso") e che la missione del figlio consisterà nel preparare il popolo eletto ad accogliere l'Inviato di Dio "con lo spirito e la potenza di Elia", cioè in qualità di profeta (cf. Lc 7,26), Zaccaria si vede ridotto al silenzio. "Ha posto la domanda di Abramo: "In base a che cosa conoscerò questo?" (cf. Gen 15,8), ma senza avere la fede dell'illustre patriarca" (P. Bossuyt).
Zaccaria ed Elisabetta erano "giusti" eppure Zaccaria non presta fiducia alle parole dell'angelo. La sua incredulità vuole essere di monito a quanti si riconoscono "devoti", ma non sempre sono disposti ad accettare la volontà del Signore nella loro vita. Come, pure, le donne sterili della Bibbia (Sara: cf. Gen 18,11; Rebecca: cf. Gen 25,21; Rachele: cf. Gen 29,31; la moglie di Manoach: cf. Gdc 13,2; Anna: cf. 1Sam 1,5; Elisabetta: cf. Lc 1,7), sono un invito a mai disperare nell'intervento dello Spirito capace di dare la forza per vincere ogni "sterilità", soprattutto quella dell'anima.
Come gli israeliti dei tempi passati, Zaccaria pretende un segno.
Canto
Ogni mia parola
Ogni mia parola
Come la pioggia e la neve
scendono giù dal cielo
e non vi ritornano senza irrigare
e far germogliare la terra.
Così ogni mia parola
non ritornerà a me
senza operare quanto desidero,
senza aver compiuto
ciò per cui l'avevo mandata,
ogni mia parola, ogni mia parola
Riflessione di coppia e……
1. Abbiamo mai pensato ai modi con i quali Dio parla a noi, coppia di oggi?
2. Quante scelte di coppia facciamo realmente sotto la SUA luce?
Lettura della seconda parte del Vangelo di Luca
Lc 1, 21-25
Intanto il popolo stava in attesa di Zaccaria, e si meravigliava per il suo indugiare nel tempio.
Quando poi uscì e non poteva parlare loro, capirono che nel tempio aveva avuto una visione; faceva loro dei cenni e restava muto. Compiuti i giorni del suo servizio, tornò a casa. Dopo quei giorni Elisabetta, sua moglie, concepì e si tenne nascosta per cinque mesi e diceva: "Ecco che cosa ha fatto per me il Signore, nei giorni in cui si è degnato di togliere la mia vergogna tra gli uomini".
I segreti del successo della coppia Zaccaria e Elisabetta
L'esempio di Zaccaria ed Elisabetta, il successo palese del loro rapporto, provato tra l'altro dalla lunga durata dello stesso (la scrittura sottolinea l'età avanzata dei due), rappresentano per le coppie cristiane di quest'epoca un modello spirituale da imitare, un inno alla conservazione di antichi e sacri valori quali: matrimonio e famiglia .
Amore reciproco
L'amore nell'ambito della coppia cristiana, è sicuramente il sentimento che ha caratterizzato i più bei matrimoni della bibbia:
- Isacco e Rebecca (Genesi 24:67);
- Giacobbe e Rachele (Genesi 29:30);
- Elkana ed Anna (1 Samuele 1:5).
L'amore tra i due ha fondamenti dottrinali (Efesini 5:28).
L'amore tra i due deve essere manifestato in tutti i sensi con sano ed equilibrato discernimento spirituale (1 Corinzi 7:3,4).
L'amore tra i due deve essere l'appagamento dei desideri, tanto per l'uno quanto per l'altro (1 Corinzi 7:2).
Rispetto reciproco, e dei comandamenti di Dio (... erano irreprensibili)
È importante sottolineare il rispetto di Elisabetta per il ministerio del marito e di conseguenza per i comandamenti del Signore.
Questa attitudine risulta essere un elemento indispensabile per il successo di un matrimonio felice.
In una società che ogni giorno va alla deriva in quanto a rispetto, osservanza di regole morali, religiose e quant'altro, la famiglia fondata sul matrimonio rimane una sacra istituzione, luogo sicuro da cui l'individuo fin dai primi anni della propria vita dovrebbe ricevere nozioni basilari per la formazione del carattere e l'insegnamento necessario al fine di rispettare tutto e tutti, ma sopra ogni cosa la persona di Dio.
Solo due coniugi consacrati a Dio che si rispettano a vicenda nell'ambito del focolare domestico, possono insegnare tali principi.
Dedizione al servizio cristiano
Non è un elemento subordinato ai primi due, ma anzi è propedeutico a quelli fin ora elencati. Servire il Signore significa anche amare Dio, chi ama Dio ama anche sua moglie e chi ama sua moglie o suo marito dice la scrittura ama se stesso.
La coppia che si dispone a lavorare nel campo del Signore, trae dal servizio benedizioni spirituali ed anche materiali e grandi soddisfazioni che talvolta servono a coprire piccoli o grandi difetti particolari, dell'uno e dell'altro.
Luca 1:41
Conoscevano le sacre scritture
(Luca 1:67-79)
In altre parole conoscevano che di li a poco sarebbe venuto il Messia, quindi sapevano delle profezie antiche.
La lettura quotidiana della parola di Dio è fondamentale in una coppia cristiana.
Uniti anche nella difficoltà
Se è vero che la pioggia cade sul giusto e sull'ingiusto, come tutti i comuni mortali anche Zaccaria ed Elisabetta benché servitori irreprensibili dell'Altissimo, avevano i loro problemi di coppia: (Luca 1:7).
Nonostante tutto Zaccaria non si tirò indietro (Luca 1:9).
La sterilità era considerata a quei tempi come anche oggi un grave problema di coppia, i due vivevano la situazione creatasi come una vergogna.
Non c'è da vergognarsi se nella coppia cristiana esistono problemi fisici o psicologici in relazione a determinate realtà coniugali, l'importante e pregare insieme con fede l'Iddio dell'impossibile, dialogare l'uno con l'altro, e sicuramente Dio interverrà (Luca 1:13; Luca 1:24; Luca 1:57).
Riflessione di coppia e……
3. I segreti del nostro successo come coppia (liberamente, come ci sentiamo, vediamo, viviamo … in Parrocchia … quanto ci mettiamo in gioco … - siamo solo noi; siamo liberi: parliamone!!!)
4. Quanto siamo uniti nelle difficoltà?
Siate creativi e sinceri, buona fortuna
Lettura della terza parte del Vangelo di Luca
Lc 1, 57-66
Per Elisabetta intanto si compì il tempo del parto e diede alla luce un figlio. I vicini e i parenti udirono che il Signore aveva esaltato in lei la sua misericordia, e si rallegravano con lei.
Circoncisione di Giovanni Battista
All'ottavo giorno vennero per circoncidere il bambino e volevano chiamarlo col nome di suo padre, Zaccaria. Ma sua madre intervenne: "No, si chiamerà Giovanni". Le dissero: "Non c'è nessuno della tua parentela che si chiami con questo nome". Allora domandavano con cenni a suo padre come voleva che si chiamasse. Egli chiese una tavoletta, e scrisse: "Giovanni è il suo nome". Tutti furono meravigliati. In quel medesimo istante gli si aprì la bocca e gli si sciolse la lingua, e parlava benedicendo Dio. Tutti i loro vicini furono presi da timore, e per tutta la regione montuosa della Giudea si discorreva di tutte queste cose. Coloro che le udivano, le serbavano in cuor loro: "Che sarà mai questo bambino?" si dicevano. Davvero la mano del Signore stava con lui.
Ecco che Zaccaria è grato a Dio e canta la sua gioia.
Il Benedictus o Cantico di Zaccaria - che è il cantico evangelico cantato ogni mattina alle Lodi Mattutine nella Liturgia delle Ore - deriva dalla prima parola della traduzione latina Benedictus Dominus, Deus Israel.
Facciamo nostre queste parole pregando insieme:
Benedetto il Signore, Dio di Israele,*
perché ha visitato e redento il suo popolo
e ha suscitato per noi una salvezza potente *
nella casa di Davide suo servo,
come aveva promesso *
per bocca dei suoi santi profeti di un tempo,
salvezza dai nostri nemici *
e dalle mani di quanti ci odiano;
così Egli ha concesso misericordia ai nostri padri *
e si è ricordato della sua Santa Alleanza,
del giuramento fatto ad Abramo nostro padre *
di concederci, liberati dalle mani dei nemici,
di servirlo senza timore in santità e giustizia *
al suo cospetto per tutti i nostri giorni.
E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell'Altissimo,*
perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade,
per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza *
nella remissione dei suoi peccati,
grazie alla bontà misericordiosa del nostro Dio,*
per cui verrà a visitarci dall'alto un sole che sorge,
per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre e nell'ombra della morte,*
e dirigere i nostri passi sulla via della pace.
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