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Tobia e Sara

I nostri lavori > Le coppie della Bibbia

PROGETTO DI COPPIA NELLA SACRA SCRITTURA


TOBIA E SARA

… Torniamo a Tobi e al suo silenzio, che immaginiamo denso di riflessione e di preghiera. Dopo lo sfogo iniziale, in cui l'amarezza lo spinge ad invocare la morte, forse un interrogativo gli si sarà affacciato alla coscienza: "Avevo il diritto di coinvolgere tutta la mia famiglia in scelte le cui conseguenze sapevo essere così rischiose? D'altro canto, fino a che punto è giusto scendere a compromessi riguardo ai valori in cui si crede?"…..

Tobia ne soffre molto ed invoca il Signore affinché lo faccia morire, perchè una simile prova gli sembra eccessiva per uno come lui, che ha sempre osservato la legge con grande scrupolo. Contemporaneamente si sviluppa la triste storia di Sara, giovane figlia di Raguele, un parente di Tobia che vive ad Ecbatana, capitale della Media. Costei ha già avuto sette mariti, ma tutti sono stati uccisi dal demone Asmodeo durante la prima notte di nozze, e le serve la oltraggiano. Così anch'ella, disperata, leva la sua preghiera all'Altissimo. Le due preghiere giungono contemporaneamente all'orecchio di JHWH, che decide di ascoltarle entrambe, inviando loro in soccorso l'arcangelo Raffaele, il guaritore. E da qui in poi la storia entra nel vivo.

La parte centrale del testo è dedicata alle vicende di Tobia. Questi viene inviato dal padre presso Gabael a ritirare il suo denaro, affinché egli possa disporne prima che il padre muoia e Gabael resti padrone di tutto. Appena Tobia junior si mette in cammino, gli si accosta un misterioso viandante che si dice pratico della Media ed è disposto ad accompagnarlo. Questi si presenta come Azaria, figlio di Anania: due nomi assai significativi, poiché vogliono dire rispettivamente "JHWH aiuta" e "JHWH è benevolo". Il giovane non immagina certo quale personaggio celeste si celi sotto le spoglie del viandante, anche se questi dimostra subito una sapienza sovrumana, consigliando al suo protetto di conservare il fiele, il cuore e il fegato di un pesce da lui pescato nel grande fiume Tigri, per le virtù terapeutiche da essi possedute. È sempre lo stesso Azaria ad informare Tobia junior della triste vicenda di Sara, appena essi arrivano ad Ecbatana. Appena vede la sfortunata giovane, il giovane Tobia si innamora di lei e domanda che siano celebrate le nozze, essendo suo parente. Raguele, padre di Sara, acconsente, ma ad ogni buon conto fa scavare una fossa per seppellire in segreto il corpo del malcapitato, se Asmodeo deciderà di rientrare in azione, affinché l'ennesimo insuccesso matrimoniale della figlia resti segreto. Durante la prima notte di nozze Tobia e Sara pronunciano un celebre cantico che viene spesso letto durante le cerimonie nuziali cattoliche. Asmodeo è in agguato, ma Azaria/Raffaele è pronto con un esorcismo: brucia il cuore e il fegato del pesce, seguendo probabilmente un rituale ebraico antichissimo per allontanare il Maligno, ed Asmodeo fugge per sempre. Tobia junior passa indenne la notte, tra il tripudio di Sara e Raguele, e Azaria va a Rage a ritirare la somma colà depositata da Tobia molti anni prima. Infine Tobia, Sara ed Azaria fanno rientro a Ninive. Si arriva così alla parte conclusiva del libro. Tobia senior è guarito dalla cecità non appena il figlio gli applica sugli occhi il fiele del pesce provvidenziale. A questo punto il padre vorrebbe dare ad Azaria la sua ricompensa, ma questi li porta in disparte, li intrattiene con un altro discorso sapienziale ed infine si palesa loro, ritornando in Cielo tra lo spavento dei nostri protagonisti.
La famiglia di Tobia e di Sara sono unite da un dolore "ingiusto", anche se accettato con fede. Dio ascolta il pianto di Tobi e di Sara e decide di esaudire le loro preghiere.
In queste due famiglie incontriamo una serie di utili, divini accorgimenti: regole o stili di vita: la stupenda preghiera degli sposi. La grande festa di nozze, i due giovani che "lasciano il padre e la madre" per diventare una carne sola, un'attenzione delicata versoi suoceri e la benedizione dell'addio, Tobia che prepara medicine per il padre, le tradizioni di famiglia……
La storia di Tobia e Sara è ricca di quelle che potremmo chiamare regole di vita e che costituiscono lo stile proprio di queste famiglie: regole tramandate e soprattutto obbedite. L'obbedienza traspare continuamente. Tobia, lasciato il padre e la madre, obbedisce a Raffaele. Quando l'angelo gli propone di prendere in sposa Sara, Tobia dice che ha paura e dice il perché: ha la sua testa, pensa, prova sentimenti suoi. Non obbedisce ciecamente. Solo quando Tobia "sente" che è Dio stesso che vuole la loro unione, allora decide di obbedire. Come dire che al di sopra delle regole c'è la volontà di Dio, l'obbedire al bene.
Oggi si potrebbe pensare che l'obbedienza non sia più di moda, le regole di vita meno. Molta gente crede di trovare Dio nella Bibbia e non nel mondo: sbagliato.
Non è cambiato nulla. Dio opera oggi nella sua infinita tenerezza in tutte le possibili modalità che neppure immaginiamo. Dobbiamo solo imparare a guardare con occhi nuovi.
È giusto che la famiglia, nella coppia, con i figli inventi, realizzi le sue regole di vita, il suo stile di vita, ma quello che conta è che vi sia accordo, complicità, intesa, ed anche, (perché no) un allegro prendersi un po' in giro. Quante volte le regole mascherano le nostre piccole manie?
Soprattutto l'obbedienza al bene, alla sua volontà. Che non vuol dire "se io faccio il bene andrà tutto bene" ma quell' affidarsi a Dio nella buona e nella cattiva sorte, certi che sarà con noi tutti i giorni della nostra vita.
Quando questa "regola del bene" è dentro di noi allora possiamo assaporare la grazia di sostenerci a vicenda quando l'altro è avvilito, è giù, ha perso il contatto col suo "pezzo di Dio" è stanco, spento vuoto…..
Dio nella sua immensa generosità concede questo dono anche quando non ne abbiamo piena consapevolezza.
Quante volte fatichiamo a vedere le sue tracce?
Sì ci vuole allenamento a scorgere e riconoscere questa guida santa che assomiglia tanto…….. strano ma vero…… alla faccia del nostro coniuge.
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Spunti di riflessione:


Tobia, rimasto solo con Sara, si alzò dal letto e disse:
"cara alzati anche tu: preghiamo insieme…."

- Ripensa a un episodio in cui la sua fede (fiducia nel bene) ti ha risollevato/a, ti ha dato vita.

- Pensando alla sua famiglia d'origine, quali norme e valori mi affascinano, sono state per me … novità?

- Pensando alla mia famiglia di origine, quali regole riconosco buone, valide?

- Cosa è veramente essenziale che decidiamo insieme, consapevoli che io e te siamo sovrani e, come sovrani, possiamo cambiare idea?
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PREGHIERA


"Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri,
e benedetto per tutte le generazioni è il tuo nome!
Ti benedicano i cieli e tutte le creature
per tutti i secoli!
Tu hai creato Adamo e hai creato Eva sua moglie,
perché gli fosse di aiuto e di sostegno.
Da loro due nacque tutto il genere umano.
Tu hai detto: non è cosa buona che l'uomo resti solo;
facciamogli un aiuto simile a lui.
Ora non per lussuria io prendo questa mia parente,
ma con rettitudine d'intenzione.
Degnati di aver misericordia di me e di lei
e di farci giungere insieme alla vecchiaia.
E dissero insieme: Amen, amen!" (Tb 8,5-8).

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IL MATRIMONIO E':
amarsi nella differenza e nelle alterità,
amarsi nell'imperfezione,
riscoprire il valore della fede,
riscoprire il valore della preghiera,
aprirsi all'impegno per costruire un mondo nuovo.

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