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I nostri lavori > La sobrietà
SOBRIETA', STILE DI NUOVA RICCHEZZA
PREGHIERA
Canzone di San Damiano
Ogni uomo semplice porta in cuore un sogno, con amore ed umilta potra' costruirlo. Se con fede tu saprai vivere umilmente piu' felice tu sarai anche senza niente. Se vorrai ogni giorno con il tuo sudore una pietra dopo l'altra in alto arriverai. Nella vita semplice troverai la strada che la calma donerà al tuo cuore puro. E le gioie semplici sono le piu' belle, sono quelle che alla fine sono le piu' grandi. Dai e dai ogni giorno con il tuo sudore una pietra dopo l'altra in alto arriverai.
Vangelo (Giovanni 6,24-35)
In quel tempo quando dunque la folla vide che Gesù non era più là e nemmeno i suoi discepoli, salì sulle barche e si diresse alla volta di Cafarnao alla ricerca di Gesù. Trovatolo di là dal mare, gli dissero: "Rabbì, quando sei venuto qua?". Gesù rispose: "In verità, in verità vi dico, voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati. Procuratevi non il cibo che perisce, ma quello che dura per la vita eterna, e che il Figlio dell'uomo vi darà. Perché su di lui il Padre, Dio, ha messo il suo sigillo". Gli dissero allora: "Che cosa dobbiamo fare per compiere le opere di Dio?". Gesù rispose: "Questa è l'opera di Dio: credere in colui che egli ha mandato". Allora gli dissero: "Quale segno dunque tu fai perché vediamo e possiamo crederti? Quale opera compi? I nostri padri hanno mangiato la manna nel deserto, come sta scritto: Diede loro da mangiare un pane dal cielo". Rispose loro Gesù: "In verità, in verità vi dico: non Mosè vi ha dato il pane dal cielo, ma il Padre mio vi dà il pane dal cielo, quello vero; il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo". Allora gli dissero: "Signore, dacci sempre questo pane". Gesù rispose: "Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà più fame e chi crede in me non avrà più sete".
riflessioni di Don Ciotti sulla sobrietà
“Procuratevi non il cibo che perisce, ma quello che dura per la vita eterna”: Gesù è pane vivo, il pane vero che toglie la fame, che rende liberi. Il pane che perisce è invece cibo che non soddisfa e imprigiona, che rende dipendenti, ingordi e schiavi: del denaro e della rincorsa ai privilegi, di consumi che imbrigliano la vita in un falso benessere, ma che, in realtà, lasciano sempre una fame profonda. Chi cede alle lusinghe di questo cibo, chi si rinserra nell'illusione del presente, in verità si perde e rinuncia al futuro, come Esaù che baratta la primogenitura per un piatto di lenticchie. chi ne ha nostalgia rischia di perdersi nel deserto, di preferire la schiavitù e la fine della vita, anziché il so nuovo inizio nella terra promessa, come quei figli di Israele che mormoravano contro Mosè: “Fossimo morti per mano del Signore nel paese d'Egitto, quando eravamo seduti presso la pentola della carne, mangiando pane a sazietà! Invece ci avete fatti uscire in questo deserto per fardi fame tutta questa moltitudine” (Es 16,3)pane vero non viene da Mosè: il pane del deserto è quello che sostiene lungo il viaggio, è segno della presenza di Dio che non lascia soli i suoi figli; ma il cibo vivo è quello che salva, è Gesù stesso che discende dal padre, che si incarna e ci sfama per sempre. Per salvarci occorre essere sostenuti lungo il viaggio, ma essere sostenuti serve soltanto se ci si salva, se si arriva a Gesù e lo si sceglie.'incredulità che le parole di Gesù suscitano nei Giudei è la stessa con cui ci misuriamo tutti i giorni. Accettare Gesù come vero nutrimento è percorso coinvolgente e faticoso, perchè non può essere scelta superficiale, che lascia tutto uguale, ma cammino di giustizia e condivisione che trasforma gli uomini e il loro mondo.
"... dove è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore.” (12,34)
Vangelo della sobrietà.
C'è un Vangelo per tutte le occasioni e per tutti i temi, non nel senso che il messaggio evangelico possa adeguarsi ad ogni realtà e possiamo servircene per sostenere le nostre teorie, ma nel senso che ogni realtà può essere illuminata da quel messaggio di vita e di speranza, dalla buona notizia di Cristo Risorto. Così c'è il Vangelo della carità, del matrimonio, della giustizia, del perdono, …. e c'è il Vangelo della sobrietà.
Gesù ha sempre insegnato e vissuto la sobrietà. Gli esempi sono tanti e in essi possiamo leggere una sfaccettatura della sobrietà:
Sobrietà / essenzialità: possedere e fare ciò che serve per raggiungere il vero bene, il vero benessere, nostro e degli altri.“gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date. Non procuratevi oro, né argento ...” “ Chi ha due tuniche ne dia a chi non ne ha ... (Mt. 10, 8-10; Mc. 6, 8-9; Lc. 3, 10; Lc 9, 3)
Sobrietà / affidamento: lasciarsi fare da chi ci conosce meglio di qualsiasi altro, anche di noi stessi, da chi sa quale è il nostro vero bene, la nostra piena realizzazione. “Non datevi pensiero per la vostra vita, di quello che mangerete; né per il vostro corpo, come lo vestirete ...” (Lc.12,22-31; Mt. 6,25-34)
Sobrietà / precarietà: per evitare di fondare le nostre sicurezze su quanto possediamo, sulle nostre capacità, su ciò che ci siamo guadagnati con sudore e fatica.“Le volpi hanno le loro tane .... ma il Figlio dell'uomo non ha dove posare il capo” (Mt. 8, 20; Lc. 9, 58).
Sobrietà / discernimento: perchè nelle diverse situazioni, nei diversi stati di vita è necessario interrogarsi continuamente per comprendere quali scelte operare, di che cosa ci si debba preoccupare. Uno stile di vita sobrio non si misura solo da ciò che appare, ma da ciò che abbiamo nel cuore, dalle aspirazione e dalle attese che ci spingono. “Non accumulatevi tesori sulla terra .... Perchè la dove è il tuo tesoro, sarà anche il tuo cuore.” (Lc. 6, 19-21)
Sobrietà / Comunione-comunità: rendersi conto che i beni del creato non sono a nostra unica disposizione, che sono fatti per essere usati bene e condivisi, mezzi per entrare in comunione con gli altri. Anche il divertimento sobrio può essere condiviso in comunità: “tutti quelli che credevano stavano insieme e avevano ogni cosa in comune; vendevano le proprietà e i beni, e li distribuivano a tutti, secondo il bisogno di ciascuno:. E ogni giorno andavano assidui e concordi al tempio, rompevano il pane nelle case e prendevano il loro cibo insieme, con gioia e semplicità di cuore, lodando Dio e godendo il favore di tutto il popolo. (At. 2,44-47)
I beni possono costituire un ostacolo solo se l'animo vi è attaccato.
(Clemente, padre della Chiesa)
Da anni la Chiesa italiana ha scelto il giorno del 1° settembre per celebrare la giornata per la salvaguardia del creato. Uno dei messaggi che caratterizzano questa giornata è stato: “nuova sobrietà per abitare la terra” perché si ritiene che il pianeta in cui viviamo è la casa che ci è donata affinchè la abitiamo responsabilmente, custodendone la vivibilità anche per le prossime generazioni.
La sfida della Chiesa è una nuova sobrietà: occorre, infatti, un nuovo stile di sobrietà, capace di conciliare la buona qualità della vita con la riduzione del consumo dell'ambiente, assicurando così un'esistenza dignitosa anche ai più poveri e alle generazioni future.
"Dio ha destinato la terra e tutto quello che essa contiene all'uso di tutti gli uomini e dii popoli, e pertanto i beni creati debbono essere partecipati equamente a tuttila regola della giustizia, inseparabile dalla carità.
Pertanto quali che siano ledella proprietà adattate alle legittime istituzioni dei popoli secondo circostanzee mutevoli, si deve sempre tener conto di questa destinazione universale dei beni.'uomo, usando di questi beni, deve considerare le cose esteriori che legittimamentenon solo come proprie, ma anche come comuni nel senso che possano giovareunicamente a lui ma anche agli altri".
Ricordiamo l'incontro di Francesco con il lebbroso dobbiamo riconoscere che il cuoreconversione è stato il vedere l'altro con occhi nuovi, farlo diventare il principiodi un modo nuovo di organizzare la società.
La conversione, prima ancora che un mutamento di comportamenti, è uno sguardo diverso sulla realtà e in particolare un cambiamento di percezione del rapporto intersoggettivo.
Vedere l'altro e riconoscerlo nella sua dignità al di là di meriti e talenti è ciò che fa la differenza, anche a livello comportamentale. Quindi c'è conversione quando muta la nostra percezione delle cose e degli altri e quindi cambia il nostro comportamento.
SPUNTI DI RIFLESSIONE
PAROLE D'ORDINE SU CUI RIFLETTERE
Condividere - consumo critico - consumo locale o stagionale - pensare - rallentare - ridurre - recuperare - riciclare - riparare - rinunciare.
Si è ricchi in proporzione alle cose di cui si riesce a fare a meno.
(Gandhi)
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