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LA SOBRIETA’ DEL GUSTO, DEL TATTO E DELL’OLFATTO
IL GUSTO
Sobrietà del gusto è la moderazione nel consumo del cibo: saper essere sazi senza riempirsi oltremisura, saper rinunciare ai troppi spuntini fuori pasto, terminare senza troppe lamentele il cibo avanzato il giorno prima o consumare il pane anche se non del giorno stesso.
Sobrietà del gusto è il digiuno solidale.
Sobrietà del gusto è usare parole giuste al momento giusto: è dalla bocca che escono parole buone e cattive e la bocca parla dalla santità del cuore. Come testimoni cristiani è anche avere il coraggio di dire cose forti o di tacere, quando occorre.
Sobrietà del gusto è saper apprezzare la domenica: vedete e gustate come è buono il Signore.
IL TATTO
Guardiamo le nostre mani e le vediamo continuamente in movimento a fare, fare, fare. Toccano, sfiorano, stringono, salutano, accarezzano.
La sobrietà del tatto è usare con delicatezza le carezze per far passare tutto l'amore che si prova per una persona cara. E' ringraziare e lodare il Signore per il dono dei corpi che si toccano. Non si vive la sobrietà quando nell'intimità sessuale si afferra più che sfiorare, badando più all'istinto che alla comunione reciproca.
La sobrietà del tatto è quella dei gesti, non solo per facciata ma gesti autentici. Un gesto sobrio si muove nel nascondimento, nell'umiltà come il gesto della lavanda dei piedi dove Gesù manifesta il darsi tutto all'altro in nome di una dimensione di partecipazione reale alla vita dei fratelli.
L' OLFATTO
Sobrietà dell'olfatto è non mettere il naso nelle vicende degli altri quando lo si fa più per curiosità che per reale coinvolgimento, o meglio quando l'intenzione è pura ma poi si va ad indagare per verificare i comportamenti e magari criticarli.
Sobrietà dell'olfatto è conoscere, capire per interessarsi quel tanto che basta per condividere o dare una mano …
Avere l'olfatto fine è intuire prima cosa l'altro mi vuole dire.
Lavoriamo in coppia
Pensando al vostro partner scrivete le risposte, quelle che vi vengono dal cuore, con un po’ di fantasia e forse anche di immaginazione. Da soli!!!
se fossi un colore saresti:
se fossi un albero saresti:
se fossi un animale saresti:
se fossi un fiume saresti:
se fossi un oceano saresti:
se fossi un elemento saresti:
se fossi una bibita saresti:
se fossi una macchina saresti:
se fossi un dolce saresti:
se fossi una musica saresti:
se fossi una fonte di calore saresti:
se fossi un uccello saresti:
se fossi un continente saresti:
se fossi una pizza saresti:
Ora, ognuno dica all’altro cosa ha risposto di lui / lei.
IN CAMMINO VERSO LA SANTITA' PASSANDO PER IL MATRIMONIO
Concludendo questo nostro percorso sulla SOBRIETA' in cui abbiamo analizzato la società attuale, i beni di consumo, i nostri stili di vita, l'eccessivismo, il riciclaggio, come utilizzare bene i nostri 5 sensi, ci rivolgiamo ai Santi, a coloro che in questa vita hanno attuato pienamente il Vangelo e sono giunti alla meta.
Ci prepariamo all'ascolto della Parola con il ritornello:
Beati i puri di cuore perché vedranno Dio
Le Beatitudini
Mt 5,1-12 (Lc 6,12-13.20).
Gesù, vedendo le folle, salì sulla montagna e, messosi a sedere, gli si avvicinarono i suoi discepoli.
Prendendo allora la parola, li ammaestrava dicendo:
Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono poveri di fronte a Dio: Dio darà loro il suo regno.
Beati gli afflitti, perché saranno consolati.
Beati quelli che sono nella tristezza: Dio li consolerà.
Beati i miti, perché erediteranno la terra.
Beati quelli che non sono violenti: Dio darà loro la terra promessa.
Beati quelli che hanno fame e sete di giustizia, perché saranno saziati.
Beati quelli che desiderano ardentemente quello che Dio vuole: Dio esaudirà i loro desideri.
Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia.
Beati quelli che hanno compassione degli altri: Dio avrà compassione di loro.
Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.
Beati quelli che sono puri di cuore: essi vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati quelli che diffondono la pace: Dio li accoglierà come suoi figli.
Beati i perseguitati per causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono perseguitati per aver fatto la volontà di Dio: Dio darà loro il suo regno.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti hanno perseguitato i profeti prima di voi.
In un modo che sia più accessibile e coinvolgente, potremmo così tradurre le beatitudini:
Beati i poveri che sanno stare gratuitamente davanti a Dio. Essi accolgono tutto con gratitudine e tutto condividono con i fratelli, anticipando, così, la realtà del Regno.
Beati gli afflitti che perseverano, nella speranza, durante il tempo della prova (venerdì e sabato santo). Dio darà loro, in pienezza, la gioia pasquale.
Beati i non violenti: Dio li rende partecipi della sua vittoria sul male.
Beati quelli che cercano sempre la volontà di Dio. Il Signore, nell’attuare il suo progetto, terrà in conto i loro desideri.
Beati i misericordiosi: perché compassione chiama Compassione.
Beati quelli che hanno fatto unità nel loro cuore: sperimentano l’intimità e l’amicizia di Dio.
Beati quelli che operano per la riconciliazione e la pace: in essi il Padre vede il volto e l’opera del Figlio.
Beati quelli che perseverano nella loro vocazione, superando coraggiosamente tutte le difficoltà: sono già partecipi della vita di Dio.
Beatitudini e Matrimonio cristiano
La povertà evangelica è libertà dalle cose e rapporto libero tra le persone. L'amore, di cui Cristo è esempio agli sposi cristiani, è gratuito, non possessivo, tantomeno, strumentalizzante.
La consolazione come risposta piena al nostro anelito all'amore infinito, dobbiamo attenderla soltanto da Dio. L'amore coniugale è solo "sacramento" dell'amore assoluto di Dio.
La mitezza, che tra i coniugi si manifesta come tenerezza, delicatezza, pazienza, introduce nei rapporti familiari la concordia trinitaria (cf. Icona della Trinità).
Cercare la volontà di Dio, vivendo la nostra chiamata specifica alla santità, con l'attuare in pieno quanto Dio s'aspetta dal matrimonio cristiano, secondo i rimandi di Cristo (Mt 19,4-5; ? Gen 1,27; 2,24, Ef 5,21-33).
La misericordia, che in famiglia è perdono scambievole, mi fa accogliere l'altro/a, senza rifiutarlo/a per i suoi limiti o sbagli. È su questa misericordia continua, e solo su di essa, che si basa l'indissolubilità del matrimonio.
La purità di cuore: è il risultato del grande comandamento citato da Gesù in Mc 12,29-31 (Dt 6,4-5; Lv 19,18). Solo amando Dio con tutto il cuore si potrà "vedere" la sua presenza nel coniuge, e vivere, conseguentemente, il duplice comandamento dell'amore.
I pacificatori imitano il Padre del figlio prodigo, il quale, non solo perdona suo figlio, ma cerca anche di riconciliare i fratelli tra loro (Lc 15,28). Chi fa quest'opera in famiglia si dimostra "figlio di Dio".
La "persecuzione", come insieme di ostacoli che rendono quasi impossibile il matrimonio cristiano, è quanto sperimentano oggi tante famiglie, tante coppie. Se però questi perseverano nell'impegno preso reciprocamente, davanti alla Chiesa di Dio, mostrano di essere già partecipi della vita di Dio.
Di tutte queste beatitudini Gesù crocifisso e risorto è icona. A questa luce dobbiamo leggere il brano paolino sul matrimonio Ef 5,1-2. 21-33:
"Fatevi dunque imitatori di Dio, quali figli carissimi, e camminate nella carità, nel modo che anche Cristo vi ha amato e ha dato se stesso per noi, offrendosi a Dio in sacrificio di soave odore.
Siate sottomessi gli uni agli altri nel timore di Cristo. Le mogli siano sottomesse ai mariti come al Signore; il marito infatti è capo della moglie, come anche Cristo è capo della Chiesa, lui che è il salvatore del suo corpo. E come la Chiesa sta sottomessa a Cristo, così anche le mogli siano soggette ai loro mariti in tutto.
E voi, mariti, amate le vostre mogli, come Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei, per renderla santa, purificandola per mezzo del lavacro dell'acqua accompagnato dalla parola, al fine di farsi comparire davanti la sua Chiesa tutta gloriosa, senza macchia né ruga o alcunché di simile, ma santa e immacolata.
Così anche i mariti hanno il dovere di amare le mogli come il proprio corpo, perché chi ama la propria moglie ama se stesso. Nessuno mai infatti ha preso in odio la propria carne; al contrario la nutre e la cura, come fa Cristo con la Chiesa, poiché siamo membra del suo corpo (cf. Gen 2,23). Per questo l'uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà alla sua donna e i due formeranno una carne sola (Gen 2,24; citato da Mt 19,5 par. e da 1Cor 6,16). Questo mistero è grande; lo dico in riferimento a Cristo e alla Chiesa! Quindi anche voi, ciascuno da parte sua, ami la propria moglie come se stesso, e la donna sia rispettosa verso il marito".
Siamo invitati ora a invocare i Santi a noi cari e in modo particolare quelli di cui il nostro coniuge porta il nome; risponderemo ad ogni invocazione: prega per noi.
Santa Maria
San Giuseppe sposo di Maria
Preghiera conclusiva
Signore Gesù, tu ci indichi il sentiero delle beatitudini per giungere a quella felicità che è pienezza di vita e quindi santità. Tutti siamo chiamati alla santità, ma il tesoro per i santi è solo Dio. La tua Parola, o Signore, chiama santi tutti coloro che nel battesimo sono stati scelti dal tuo amore di Padre, per essere conformati a Cristo. Fa', o Signore, che per tua grazia sappiamo realizzare questa conformità a Cristo Gesù. Ti ringraziamo, Signore, per i tuoi santi che hai posto nel nostro cammino manifestazione del tuo amore. Ti chiediamo perdono se abbiamo sfigurato in noi il tuo volto e rinnegato la nostra chiamata ad essere santi.
Canto:
Le Beatitudini
Beati i poveri in spirito,
di essi è il regno dei cieli.
Beati gli afflitti, perché saranno consolati.
Beati i miti perché erediteranno la terra.
Beati quelli che han fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.
Beati.
Beati i misericordiosi,
troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.
Beati i costruttori di pace, saran chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati a causa della giustizia,
di essi è il regno dei cieli.
Beati
Rallegratevi ed esultate,
perché grande è la vostra ricompensa,
nei cieli, nei cieli.
Beati, beati.
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