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I nostri lavori > La sobrietà
E SE RISCOPRISSIMO LA SOBRIETA' ?
"Nel mondo c'è quanto basta per le necessità dell'uomo, ma non per la sua avidità" (Ghandi)
IL VALORE DEL BENESSERE
La crisi economica globale sta confermando un clima di incertezza che ci sta costringendo a rinunciare al surplus, al non necessario. Una crisi che sta mettendo in discussione il nostro stile di vita fondato su un consumismo sfrenato e irrazionale e su una sorta di cultura dello spreco.
E se questa recessione ci obbligasse a rivedere il nostro paradigma economico?
E se questa recessione ci obbligasse ad una sobrietà che permetta di vivere e scoprire il senso dell'essenzialità?
E se questa recessione ci obbligasse a rivedere i nostri reali bisogni?
Sarebbe più autentico, certamente, rivedere il tutto con uno spirito di libertà in seguito ad un percorso interiore, ma laddove questo non è possibile, allora possiamo cogliere l'occasione della condizione economica attuale.
Questa condizione ci offre l'occasione per prediligere stili di vita basati sulla sobrietà. Una sobrietà con cui si scopre il proprio limite e ci si indirizza all'essenziale, alla fraternità, alla solidarietà e alla vita spirituale.
Questa, nella sfortuna, è un'opportunità da non perdere. Non un'occasione per piangere sul portafoglio o conto in banca vuoto. Allora invece di lamentarci possiamo prendere al balzo la palla che la condizione economica globale ci lancia e ci ha lanciato.
dalla Bibbia
"Il Signore fece germogliare alberi graditi alla vista e buoni da mangiare" (Gen 2,9). Dio ha creato i beni materiali come valori per l'uomo. La Bibbia guarda al benessere come il segno della benedizione di Dio. Non vi è né disprezzo né diffidenza.
Cogliamo l'occasione per calarci in quel silenzio che ci introduce al segreto di noi stessi, del mondo e delle cose. Quel silenzio che ci fa accogliere ogni presenza,
ascoltare il cuore di ogni persona.
Oggi ci presentiamo come uomini vivi, sempre alla presa di far qualcosa, ma abbiamo dimenticato chi siamo veramente.
Il benessere materiale è importante ma da solo non dà la felicità. Oggi ci siamo adagiati nell'abbondanza e l'idea di essere meno ricchi ci spaventa.
Se non raggiungiamo un determinato reddito siamo considerati poveri.
Se non soddisfiamo i bisogni fittizi che la nostra cultura crea e rende reali siamo considerati poveri.
E così siamo sempre arrabbiati: perché dobbiamo aspettare, perché fa freddo, perché fa caldo e sudiamo, perché è bel tempo, perché è brutto tempo, perché dobbiamo lavorare… c’è una profonda disarmonia dovuta al continuo deterioramento del tessuto sociale e dei rapporti umani e nello stesso tempo la velocità del progresso e della tecnologia crea un divario crescente rispetto alla nostra capacità di assorbire le innovazioni e le sempre nuove esigenze che ci impongono.
dalla Bibbia
"Va', mangia contento il tuo pane e bevi con cuore conil tuo vino, perché quello che fai è voluto da Dio, bianca sia la tua veste in ogni tempo e non manchi mai di unguenti la tua testa" (Ql 9,7-9). Il libro del Qoelet invita apertamente a questa dimensione gioiosa del vivere .
Perché uno stile di vita sobrio si sviluppi nella società, è oggi più che mai necessario educarci e educare i giovani a scegliere tra le diverse priorità, identificando quelle che sono superflue o non indispensabili. Educare ed educarsi alla sobrietà significa partire dalla rivisitazione del nostro stile di vita.
Pensiamo alla nostra modalità di acquisto al supermercato: si arraffa la merce solo perché la si vede fino a colmare il carrello. E di tutto abbiamo bisogno perché altrimenti la dispensa è scarsa.
In questo modo non sono le leggi della vita che comandano ma i bisogni.
Così non troveremmo mai nulla di superfluo e non potremmo mai trovare posto per l’amore degli altri.
Potremo allora cogliere l’occasione per educarci alla sobrietà mangiando in modo equilibrato, vestendo con dignità seppure senza lusso, eliminando capricci, facendo vacanze finalizzate al recupero della forza, delle dimensioni umane, alla riscoperta di se stessi, vacanze culturali e spirituali..
Potremo educarci ed educare i giovani alla sobrietà quando riusciremmo a rimanere sobri in occasione delle feste. Quanti problemi del sabato sera potrebbero essere risolti se ci fosse una educazione all’essenzialità?
Anche Gesù è una persona che non disprezza il pane (anzi lo moltiplica) non rifiuta il vino (anzi, cambia l'acqua in vino), tanto da essere indicato dagli avversari come un "mangione e un beone"! L'Eucaristia è una cena dove la celebrazione del pane e del vino è il simbolo delfesta e del ringraziamento a Dio che ha creato i beni materiali. Il benessere non va visto come un pericolo, ma come un dono.
Allora cogliamo questa occasione perché la nostra esistenza è priva spesso di centro e unità, e la scelta della sobrietà è l’occasione per riscoprire la vita.
Se la fede è un incontro con Dio che genera festa, perché egli vuol promuovere l'uomo, renderlo libero, pieno, felice e non è l’ imposizone di mortificazioni o riduzioni , la sobrietà va vissuta nel segno dell'acquisizione della quaà di vita e della qualità dell'amore e non della rinuncia .
considerazioni
Il benessere dunque non deve essere ripudiato, anche perché è l'opportunità che consente di avere tempo e dià per vivere con serenità e profondità le relaChi è ossessionato dalla cao mancanza del pane o del lavoro, non ha certala voglia di coltivare il dialogo o la ricerca della verità.
Gesù non ha amato la povertà, ma i poveri. Gesù si è adoperato per toglierla perché essa impedisce alle persone di essere taQuindi non si può dire superficialmente che quando mancava il pane e si soffriva il freddo e le case erano die inospitali c'era più amore. Dov'era il dialogo? Dov'era l'intimità? Quali relazioni di condivisione esifra le persone ? Non è il benessere che ha rovinato i rapporti ma il modo di viverlo.
Bisogna superare una cultura avversa alle cose e ai beni materiali: "Il male non sta nell'avere in quanto tale, ma nel possedere in modo non rispettoso dell'ordinata gedei beni"
Canto:
DOVE DUE O TRE
Dove due o tre sono uniti nel mio nome ,
io sarò con loro , pregherò con loro , amerò con loro
perché il mondo creda a Te ,
o Padre , conoscere il tuo amore , avere vita con Te.
Voi che ora siete miei discepoli nel mondo ,
siate testimoni di un amore immenso ,
date prova di quella speranza che c'è in voi Coraggio !
Vi guiderò per sempre , io rimango con voi .
Ogni beatitudine vi attende nel mio nome ,
se sarete uniti , se sarete pace ,
se sarete uniti perché voi vedrete Dio che è Pace
in Lui la nostra vita gioia piena sarà !
Spirito che animi la Chiesa e la rinnovi ,
donale la fortezza , fa che sia fedele
come Cristo che muore e risorge ,
perché il Regno del Padre si compia in mezzo a voi:
abbiate fede in Lui .
La canzone di Max Pezzali "Il meglio" potrebbe concludere in modo simpatico questo incontro. (senza dimenticare che ogni incontro, dovrebbe terminare con una preghiera comunitaria)
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